Antonio Carcaterra
mi presento
Da molti anni vivo Sapienza ogni giorno: nelle aule, nei corridoi, nei laboratori, nei momenti di confronto con colleghe, colleghi, studentesse, studenti e personale tecnico-amministrativo. Credo che un’università cresca quando ciascuno si sente ascoltato, rispettato e parte di un progetto comune. Per questo ho scelto di mettermi in gioco: con spirito di servizio, con la volontà di ascoltare e con il desiderio di costruire insieme il futuro della nostra comunità.
Sapienza è
partecipazione
Costruire connessioni più solide tra le diverse componenti dell’Ateneo: docenti, ricercatori, studenti, personale tecnico-amministrativo e strutture. La paertecipazione diventa metodo di lavoro, spazio di confronto e strumento per trasformare competenze diverse in una visione comune.
Sapienza è
dialogo
Ricostruire un rapporto più chiaro e trasparente tra centro e strutture, tra governance e comunità accademica. Dialogo significa decisioni più leggibili, responsabilità definite, criteri condivisi e processi capaci di rafforzare il senso di appartenenza
Sapienza è
Ascolto
Rendere l’ascolto una pratica strutturale, non un passaggio formale. Significa coinvolgere le strutture prima che le decisioni siano già definite, valorizzare le competenze diffuse e trasformare bisogni, criticità e proposte in orientamento strategico per l’Ateneo.
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Sapienza 26-32